2022 - Silvio Volpato

Silvio Volpato è nato ad Alessandria e vive e lavora ad Asti. Pittore e paesaggista, è una figura profondamente inserita nella vita artistica e paliofila della città. La sua attività si è sviluppata attraverso la pittura, la partecipazione a concorsi e collettive e l'organizzazione di iniziative dedicate alla diffusione dell'arte.

Una formazione familiare
Volpato è figlio d'arte. Fin da bambino seguì il padre Gino nei diversi laboratori frequentati dall'artista, tra cui quello del pittore Franco Sassi ad Alessandria. Fu proprio attraverso questa esperienza precoce che iniziò ad avvicinarsi alla pittura e a conoscere direttamente l'ambiente artistico.

Dopo un primo lungo periodo dedicato all'attività artistica amatoriale, nel 1987 aprì ad Asti la Bottega del Pittore, in corso Savona 331. In collaborazione con la moglie Francesca Staglianò, organizzò corsi artistici rivolti sia agli adulti sia ai bambini, contribuendo alla diffusione della pratica pittorica in città.

La Bottega divenne così non soltanto il luogo della sua attività professionale, ma anche uno spazio nel quale avvicinare alla pittura persone di età e livelli differenti.

La pittura
Volpato è conosciuto soprattutto come paesaggista.

La sua pittura è legata in particolare al territorio astigiano e alla rappresentazione degli scorci urbani e paesaggistici. Nel 2022, presentando la sua nomina a Maestro del Palio, il Comune lo descrisse come un artista abituato a lavorare prevalentemente sul paesaggio, sottolineando il suo tratto sicuro e la precisa scelta cromatica.

La sua attività comprende inoltre la partecipazione a numerosi concorsi pittorici, collettive e mostre personali. Tra le esposizioni più recenti ricordate nella biografia ufficiale figurano quelle organizzate ad Asti, a Palazzo Ottolenghi, e al GART di Neive.

Nel corso della sua attività artistica Volpato ha sviluppato una particolare attenzione verso la rappresentazione della città di Asti, dei suoi edifici e dei suoi scorci storici.

La Promotrice delle Belle Arti
Una parte fondamentale dell'attività di Volpato riguarda però la vita culturale astigiana.

Nel 2000 venne nominato presidente della Società Promotrice delle Belle Arti di Asti, sodalizio storico della città. Nel corso degli anni contribuì, insieme ai propri collaboratori, a mantenere attiva la presenza della Promotrice nel panorama artistico astigiano e a sostenere il fermento culturale della città.

Quando nel 2022 venne annunciata la sua nomina a Maestro del Palio, proprio questa lunga attività venne indicata dall'Amministrazione comunale tra le ragioni della scelta. Il consigliere delegato al Palio sottolineò infatti la volontà di proseguire il percorso di valorizzazione degli artisti astigiani.

Il legame con il Palio
Il rapporto di Silvio Volpato con il Palio di Asti era però precedente alla sua nomina a Maestro.

L'artista era infatti da tempo un borghigiano di Tanaro, al quale fu iscritto per molti anni, arrivando anche a occuparsi della bancarella del Comitato. Questa esperienza gli permise di conoscere direttamente la realtà paliesca di viverne la dimensione associativa e popolare.

Nel 2022, parlando della nomina, Volpato descrisse il Comitato come una sorta di grande famiglia e ricordò con particolare partecipazione gli anni trascorsi al suo interno.

Il suo incarico di Maestro del Palio rappresentò quindi l'incontro tra due aspetti che avevano caratterizzato da anni la sua attività ad Asti: la pittura e la passione per il Palio.

Il Palio della ripartenza
Il 4 settembre 2022, dopo due anni di sospensione, il Palio tornò finalmente a disputarsi in piazza Alfieri.

Il ritorno della corsa ebbe quindi un valore che andava oltre il semplice risultato sportivo: il Palio 2022 fu l'edizione della rinascita della manifestazione dopo la pandemia, e il drappo di Volpato divenne il simbolo di quella ripartenza.

 

Si presenta come una composizione di carattere prevalentemente illustrativo e celebrativo, nella quale l'artista raccoglie e dispone sulla superficie del sendallo i principali simboli della città e della tradizione paliesca.

La parte superiore è dominata dalla grande iscrizione “Palio di Asti 2022”, realizzata in caratteri di gusto arcaizzante. Al di sotto campeggia la figura di San Secondo a cavallo, rappresentato con la spada nella mano destra e circondato dalle numerose bandiere dei Borghi, Rioni e Comuni partecipanti. Il santo costituisce il principale riferimento iconografico dell'opera e occupa il centro dell'area superiore del drappo.

Attorno alla figura del patrono sono disseminate vedute architettoniche di Asti, riconoscibili attraverso torri, chiese ed edifici storici, ciascuna accompagnata dalle insegne dei rispettivi partecipanti al Palio. La città viene dunque rappresentata non attraverso una veduta unitaria, ma attraverso una sorta di mappa ideale per frammenti, nella quale le diverse identità territoriali vengono ricondotte a un'unica immagine collettiva.

Il fulcro della composizione è costituito dalla scena della corsa, nella quale due cavalli e i rispettivi fantini emergono frontalmente all'interno di un paesaggio delimitato da una sorta di struttura lignea. Alle loro spalle si sviluppa una massa colorata che richiama il pubblico e l'atmosfera festiva della competizione. È questo il momento nel quale il drappo abbandona la dimensione prevalentemente simbolica per entrare nella rappresentazione diretta dell'evento.

Nella parte inferiore ritorna la celebrazione della città attraverso ulteriori scorci architettonici, accompagnati dalle bandiere dei partecipanti. Al centro campeggia infine lo stemma di Asti, con la croce rossa su fondo bianco, incorniciato da rami d'alloro e sormontato dalla corona. Alla base compare il motto cittadino:

“Aste nitet mundo sancto custode Secundo”.

Dal punto di vista compositivo, il drappo è costruito quindi secondo un principio di accumulazione: San Secondo, cavalli, fantini, bandiere, stemmi, torri, chiese e paesaggi vengono collocati in successione lungo l'intera superficie. Non esiste un unico punto di vista prospettico né una scena narrativa continua; l'opera procede piuttosto per episodi giustapposti, quasi come un repertorio visivo dell'identità astigiana.

Questa scelta è coerente con quanto dichiarato nella presentazione ufficiale dell'artista: i suoi drappi dovevano rappresentare un equilibrio fra “scorci cittadini, cavalli, bandiere e simboli”, con l'intento di fissare sulla tela l'immagine della città.

Proprio questo elemento permette di leggere criticamente l'opera: Volpato non interpreta il Palio attraverso una radicale rilettura personale dei suoi simboli, ma attraverso la loro ricomposizione. Il drappo assume così quasi la funzione di un'immagine celebrativa corale, nella quale la molteplicità delle appartenenze — rappresentate dalle numerose insegne — viene ricondotta all'unità dello stemma cittadino e della figura di San Secondo.

Ne risulta un'opera fortemente legata alla dimensione civica, identitaria e documentaria del Palio. Più che cercare la trasfigurazione poetica o la sperimentazione formale, Volpato sceglie di rendere immediatamente riconoscibile l'universo della manifestazione, costruendo una sorta di atlante visivo di Asti e del suo Palio.

In questo senso, la sua natura celebrativa acquista una precisa dimensione storica: il drappo del 2022 non racconta soltanto il Palio, ma celebra il ritorno del Palio stesso. La molteplicità di simboli, bandiere, scorci cittadini e figure equestri diventa così la rappresentazione di una comunità che, dopo l'interruzione, torna a riconoscersi nella propria tradizione.

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